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Servizio Sanitario Nazionale.

 

“Sì viaggiare
evitando le buche più dure …

Maria Elisa, Lucia, Maria Elena amano viaggiare. E se lo permettono. Come le invidio. Si permettono un viaggio in India !. Beate loro !
Quanto costerà farlo ? 600 €. Se fossero rimaste in Italia 15.000 €.
Ovviamente non è un viaggio di piacere ma della speranza. Non per sperare in un miracolo ma per inseguire un diritto: quello alla salute. Loro negato in patria. Hanno contratto l’epacite C, malattia infettiva e mortale, la cura esiste ma vivono in Italia. Ed in Italia la burocrazia ed una multinazionale del farmaco si uniscono  in un matrimonio di interessi e dicono loro: avete diritto al SSN e quindi alla cura con un trattamento farmaceutico di Sofosbuvir che, preso per 3 mesi, vi libererà dal virus e dalla malattia. Ma per ottenerla dovete superare un test: un fibro scan al fegato. E’ una ecografia che serve per misurare la rigidità dello stesso.  Se è basso allora la malattia non è ancora conclamata, grave e dovete aspettare: aspettare anche anni. Aspettare convivendo con la malattia e col rischio di trasmetterla  a parenti e conoscenti. Aspettare di essere pronte per crepare. Allora e solo allora il vostro civile paese vi potrà prescrivere il Sofosbuvir a spese del SSN, altrimenti pagatevelo di tasca vostra. E qui entra in gioco la casa farmaceutica che, proprietaria del brevetto e quindi monopolista per 20 anni nel cosidetto mondo civile occidentale, fissa il prezzo di una confezione a 15000 €. Continua il SSN: se ve lo potete permettere, fate. E l’India ? L’India non fa parte del cosidetto mondo civile occidentale ed avendo una popolazione di 1,5 miliardi di persone, di cui 300 milioni vivono con meno di 1/2 dollaro (euro) al giorno (15 euro al mese), ha detto no al monopolio dei farmaci salva-vita (come il Sofosbuvir) e autorizza case farmaceutiche locali generiche a produrre questi farmaci a prezzo “umano” 30 euro a confezione: da 15.000 a 30.  Ecco perchè Maria Elisa, Lucia, Maria Elena amano viaggiare ed in India comprano la loro vita a 600 €. Anche MSF (Medici Senza Frontiere che sostengo con cadenza annuale)  si fornisce di farmaci salva-vita in India. Gli USA hanno iscritto l’India in una lista nera per questo scippo a danno delle case farmaceutiche. Quella iscrizione è una medaglia d’oro al valore civico, al rispetto della vita. Perchè mentre nel cosidetto mondo civile occidentale si condannano a morte le persone non-abbienti, lì si salvano.Nel cosidetto mondo civile occidentale possono tranquillamente crepare perchè, non potendo pagare, non contribuiscono a rendere abbienti medici, promotori scientifici  (“venditori di medicine”, gran bel film che suggerisco di vedere), farmacisti e case farmaceutiche. Da 30 a 15.000 €. In quella “modica” differenza sono compresi i tablet, i pc, i viaggi in località esotiche spacciati per congressi scientifici, e regalie varie che vengono elargite quando vediamo un “promotore scientifico” nelle sale d’attesa degli studi medici. Oltre alla pingue consistenza dei loro rispettivi conti in banca.
Una volta in una riunione ebbi a dire “… due diritti dovrebbero essere protetti dal virus del business: quello all’istruzione e quello alla salute. Istruzione a chi merita,  Salute a TUTTI. Non solo a chi può pagarsela…”. Continuo a pensarlo ma mi rendo conto che è un sogno, una chimera. Un sogno realtà in India. Non in Italia.
Ancora una volta dal 1300 “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello !” dalla Divina Commedia di Dante.

… senza per questo cadere nelle tue paure. Si viaggiare.”

Link servizio Le Iene —–> //In India Si. In Italia aspetta di crepare.